HA VINTO IL PIU' FORTE!Nessuno in Italia come Ettore Giannuzzi
E' finita com'era giusto che finisse. Domenica 4 luglio, a Roma, il destino pessistico di una stagione si è compiuto nel modo più limpido e appagante. L'Italia intera di PES si abbraccia intorno al principe Ettorito, anche gli avversari, anche quelli che gli tifavano contro, tutti d'accordo nel riconoscere serenamente la superiorità di un ragazzino di 13 anni che ha dimostrato, semmai ce ne fosse ancora bisogno, di essere il numero uno.
INCORONAZIONE Evidenti già dalla prima sfida contro Ilandro la concentrazione, la fame di vittoria del piccolo barese: un 3-1 col piglio dei grandi tanto per cominciare con il piede giusto. Poi la prova di forza contro Santillone, un 5-0 che non lascia spazio a interpretazioni secondarie, e infine il 2-1 a Dhalsim, che prova a ingabbiare il fenomeno con le sue alchimie yoga, ma si piega consegnando a Ettore il primo posto nel girone.
Parlavamo di destino, quel destino che sulla strada del successo mette subito di fronte al figlio di Cesare nientemeno che il campione in carica Kerobba. E' la sfida più difficile, quella più significativa, che mette alla prova non solo la tecnica di Ettore, ma soprattutto la tenuta mentale nel confrontarsi contro l'uomo che negli ultimi anni ha dominato la scena nazionale. In molti sostengono che la Finale si sia decisa proprio qui, con il gioello Inferno che soffre, che trema quando Stefano colpisce un palo clamoroso, ma che alla fine di una partita tiratissima la spunta di misura, detronizzando il re con un solo, affilatissimo fendente.
La vittoria su Kerobba è una spaventosa iniezione di fiducia per Ettorito, che bagnato nel sangue degli dei inizia la sua ascesa inarrestabile verso l'Olimpo di Pro Evolution Soccer: ci prova Damelli a frapporsi, ma i proclami della vigilia non sono sufficienti al crotalo degli Inferno per fermare l'irruenza di un Ettore sempre più condottiero troiano. Nel quarto di finale più affascinante, quello contro S-Venom, Ettorito deve ricorrere al "Colpo del muro infranto", quello con cui Juza delle nuvole atterrò il grande Re di Hokuto. Stavolta però Piercarlo Mauri non c'entra, stavolta il protagonista è soltanto il giovanissimo successore della scuola pugliese, che sancisce così la sua superiorità sulle altre.
La semifinale è uno scontro fratricida contro l'amico Salo, anche lui Inferno, anche lui giovane e rampante promessa. Finisce 4-3 una partita spettacolare che onora due ragazzi, un clan e un'intera comunità che assiste al fiorire dei nuovi campioni.
Ed eccolo lì, Ettore, seduto all'interno del maestoso palco centrale, pronto a giocarsi la finalissima contro la più bella favola della stagione 2010: un DoctorFlanders che contro ogni pronostico si trova a un passo dal paradiso. C'è l'impareggiabile voce di Leo Messi, c'è il suggestivo commento di Tigermask, salgono anche le "vuvuzelas", geniale trovata del caldissimo pubblico che impreziosisce il momento più atteso dell'anno. Si fa forte della sua difesa imperforabile Flanders, che passa in vantaggio a sorpresa moltiplicando l'elettricità di una finale che in partenza sembrava scontata. Che cosa è scattato nella testa di Ettorito tra un tempo e l'altro lo sa soltanto lui, quale sia stata la scintilla che allo scadere dei primi 45 minuti ha fatto cambiare marcia al futuro campione resterà uno dei grandi e affascinanti misteri di PES. Fatto sta che al rientro in campo Ettore si inventa un numero incredibile con Cristiano Ronaldo, che gli vale l'immediato, furioso pareggio. Passano pochi istanti, e un boato saluta anche il secondo gol di Ettore che segna indelebilmente la partita, tanto che il 3-1 successivo su rigore sembra la logica conclusione di una gara che Matteo Alpi è stato bravissimo a tenere in equilibrio finché ha potuto.
Ettorito è campione, il nuovo riferimento del PES italiano da quì a chissà quando visto che a tredici anni, i margini di miglioramento sono ancora inimmaginabili. Spazio alla festa, agli abbracci, al calore di una finale che si chiude in trionfo, accontentando tutti gli emozionati presenti.
AFFRESCHI Abbiamo raccontato della cavalcata di Ettorito, ma le storie che ha scritto la finale sono state molteplici. C'è stata l'apoteosi degli Inferno, che hanno realizzato una tripletta senza precedenti qualificando due player per gli Europei e laureandosi campioni d'Italia a squadre. Ricordiamo ancora l'impresa di Flanders, da oggi "Agente speciale", ma degno di nota è anche il terzo posto di Scorpio, da sconosciuto a terzo in Italia nel giro di una stagione, che pure non gioisce del tutto perché nel cuore sa che il suo talento sarebbe potuto arrivare ancora più avanti. Da onorare lo Strep clan, con due fratelli in finale e un Santillone capace di estromettere dal torneo The Legend grazie a un pesante 4-0. C'è Trinità che cade sul più bello, Dhalsim che si toglie non poche soddisfazioni, e un'atmosfera magica che fonde passato, presente e futuro di un intero movimento, consacrato sul palcoscenico più grande.
Cambiano gli equilibri dopo questa finale, si accende il fuoco sotto il calderone di una nuova PES League che promette già nuovi e appassionanti scenari. Che cosa succederà il prossimo anno, quali clan nasceranno, quali talenti emergeranno non ci è ancora dato saperlo. Per ora ci teniamo la dolce stanchezza di una stagione chiusa nella maniera migliore, e la certezza di mandare agli Europei i due giocatori che nel 2010 hanno fatto vedere le cose migliori.
La PES League si chiude qui, sull'immagine del nuovo dominatore Ettorito. Noi ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questa nuova ed emozionante stagione, dandovi appuntamento al futuro, e ricordandovi che presto saranno disponibili le foto e i filmati...
CHE CONSEGNERANNO ALLA GRANDE STORIA DI PES IL 4 LUGLIO DELL'OLIMPICO!!!
Fabio Cannatà
Direttore Editoriale PES LEAGUE
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